La Formazione dei Formatori

La progettazione dell’offerta formativa ha preso le mosse dal framework prodotto nel WP1 ed è stata realizzata in funzione degli esiti dell’indagine preliminare condotta nel WP2 attraverso il questionario predisposto dal gruppo di progetto e somministrato dall’Università Mediterranea, che ha condotto la rilevazione quali-quantitativa delle necessità formative prioritarie segnalate dalle e dai docenti della scuola secondaria di I e II grado che hanno preso parte all’indagine. Le macro-aree prese in esame dal questionario sono state quelle dell’inclusione scolastica e sociale , dell’ Educazione civica (sviluppo sostenibile e cittadinanza digitale) e del lifelong lifewide learning. Dall’analisi dei risultati statistici sono emersi un bisogno trasversale di formazione e un interesse generalizzato per tutti gli ambiti indagati, dati che hanno consentito di definire e progettare cinque moduli tematici.

La scelta di coinvolgere il personale docente, quale target privilegiato di riferimento, è motivata dal ruolo strategico che tale categoria professionale riveste a livello sociale. In effetti, la cultura delle e degli insegnanti, le loro credenze, le loro competenze hanno delle ricadute dirette sulle studentesse e sugli studenti con cui si trovano quotidianamente a interagire. Ne consegue che la possibilità che le/i giovani possano, in un futuro più o meno prossimo, esercitare la propria cittadinanza in maniera attiva risulta collegata a scelte progettuali e proposte formative che tengano conto della complessità che caratterizza le società attuali.

Coloro che parteciperanno al piano di formazione diventeranno co-costruttori di contenuti rispettosi di valori universali e trasversali e amplificatori, in veste di formatori, di un’offerta educativo-didattica dal carattere innovativo e rispettoso degli orientamenti internazionali più recenti.

L’attività rivolta ai formatori si articolerà in un percorso teorico-laboratoriale della durata di circa 40 ore da svolgersi nell’arco di 5 giornate(corrispondente al WP3) con la finalità di offrire conoscenze, dati scientifici di ricerca e strategie organizzative, non necessariamente già in uso nel contesto didattico ma ad esso curvabili.

Gli incontri costitutivi del WP3 si svolgeranno nel periodo settembre 2025 – febbraio 2026 secondo un calendario in corso di definizione, nel rispetto della programmazione complessiva del progetto RC Effic@cy.

Appare opportuno sottolineare che l’Università degli Studi “Roma Tre” di Roma e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria sono enti qualificati per la formazione del personale scolastico ai sensi della Direttiva MIUR 21/03/2016 Prot.n.170 e che l’iniziativa descritta rientra tra le attività culturali e formative per le quali al personale docente può essere concesso l’esonero dal servizio ai sensi della Nota MIUR 02.02.2016-Prot. n. 3096.

Ciascuno dei moduli tematici verrà curato da un docente universitario (componente del comitato scientifico o del gruppo di lavoro di progetto) che ha individuato, sulla base del programma predisposto, esperti, partner ed esponenti di associazioni e enti presenti sul territorio.

Di seguito si riportano i titoli e i nominativi dei docenti responsabili dei singoli percorsi modulari:

DENOMINAZIONE MODULO

DOCENTE RESPONSABILE

Devianza e marginalità nelle periferie urbane

Muovendo dal presupposto che compito della scienza dell’educazione è mettere in correlazione i bisogni sociali con i bisogni educativi, intesi come bisogni di crescita da identificare in chiave partecipativa e collaborativa, il modulo intende stimolare una riflessione sul tema dello sviluppo autodiretto che permette il consolidamento delle libertà sostanziali di scegliere, di essere, di dare un contributo alla società, superando il concetto del cittadino fragile inteso come mero “beneficiario” per trasformarlo in soggetto attivo e partecipe della costruzione della comunità.

In coerenza con i principi di equità e inclusione che connotano una città che apprende e tenendo conto dei bisogni emergenti sul territorio e delle sue fragilità, il modulo proposto intende così porre al centro la Learning City come luogo di produzione di giustizia sociale, esplorando anche la funzione propulsiva del progetto “Liberi di scegliere”, nato proprio a Reggio Calabria, grazie ai giudici minorili della Città dello Stretto.

Consci del fatto che, come sostiene Sen, ogni teoria della giustizia sociale richiede l’accettazione di un’idea di uguaglianza attorno alla quale la teoria stessa è costruita, si deve allora anzitutto definire tale idea, tale etica di riferimento, che trova certamente un’importante cornice normativa nell’Agenda 2030.

Nel delineare quest’etica il primo punto da sottolineare è senza dubbio l’estrema eterogeneità del mondo urbano attuale, sia in relazione agli ambienti in cui viviamo (combinazioni di macchine e uomini diversi tra loro per storia e identità), sia in relazione agli input, spaziali, che riceviamo. La città è cambiata e cambia ancora: dalla sua rinnovata centralità politico-decisionale, alle nuove questioni sociali emerse negli ultimi anni, la città si riafferma come scenario fondamentale del nostro tempo, in cui coesistono diversi modelli di vita e diverse storie, dove si incrociano complessità e differenze. Ciò implica che essa non possa essere ridotta ad un unicum indistinto. Al contrario, la città ha bisogno di essere studiata e interpretata tenendo conto della molteplicità che la connota e delle diverse biografie delle persone che la abitano. Esiste infatti nel tessuto urbano una terra di confine della cittadinanza, quella dei giovani a rischio di marginalità, nella quale i diritti sanciti dalla Costituzione si rimettono alle opportunità che i minori incontrano nel loro percorso. Situazioni personali e familiari problematiche spesso determinano una frattura tra individuo e società. Questa si presenta agli occhi di questi ragazzi rifiutante, perché non è solo la segregazione fisica, rappresentata dall’abitare in quartieri malfamati, o dalla restrizione in carcere, che segna il confine tra il giovane deviante e il resto del mondo, ma è l’esclusione da qualsiasi attività dotata del carattere della partecipazione che determina quel senso dolente di non appartenenza, di distanza, pericolosamente orientato a condizionare la percezione di sé. Quel senso di separatezza può trasformarsi nell’irreversibile riconoscimento di sé stessi in qualcuno da evitare, con la conseguenza dell’autoesclusione dal mondo degli altri, che non solo produce marginalità, ma spinge al radicamento della progressiva legittimazione intima a delinquere.

Rossella Marzullo

Università Mediterranea di Reggio Calabria

Per un’inclusione intersezionale: tra complessità identitarie e processi di empowerment nella città che apprende

Le nostre società ruotano attorno a binomi identitari (sesso/genere, razza, etnia, orientamento sessuale, disabilità, classe sociale...) sulla base dei quali – storicamente – sono stati costruiti sistemi oppressivi (sessismo, razzismo, classismo, omolesbobitransforbia, abilismo, ecc.). Chiunque rientri nel secondo termine di queste coppie, infatti, subisce esperienze di segregazione, marginalizzazione e/o esclusione.

Ciascuna e ciascuno di noi, perciò, attraversando città e spazi pubblici con il proprio corpo, può, contemporaneamente, agire e subire rapporti di forza, decidendo se performare con orgoglio la propria differenza o se nasconderla al fine di sembrare più aderente agli standard di “normalità”. Poiché, come sappiamo, quello di “normalità” è un costrutto culturale in grado di determinare disuguaglianze sociali, è nostro compito di insegnanti e educatori/trici promuovere contesti rispettosi delle moltitudini identitarie.

Come ci raccontano molte e molti Altri/e sociali, infatti, troppo spesso coloro che si occupano di educazione si fanno portavoce di narrazioni parziali, che cristallizzano e reiterano ruoli e gerarchie sociali. Autori e autrici afrodiscendenti, ad esempio, denunciano come in aula accada di dimenticarsi di dedicare spazio alla schiavitù o all’impatto che gli imperi coloniali hanno avuto sulle popolazioni autoctone, perché troppo concentrati/e a interpretare la storia secondo lenti interpretative bianche, abiliste, colonialiste e occidentali. Allo stesso modo, le femministe nere hanno denunciato l’ottica universalizzante e universalistica attraverso la quale le femministe bianche interpretavano le questioni di genere.

Date queste premesse, obiettivo del presente modulo formativo è quello di ripercorrere a grandi linee alcune storie di liberazione che riguardano le donne, le persone nere e quelle disabili, focalizzandoci sulla centralità che educazione e attivismo rivestono nella progettazione di contesti inclusivi, al fine di immaginare percorsi di empowerment individuale e sociale.

Liliosa Azara

Università degli Studi Roma Tre

Vertigini e virtù dell’Era onlife

Il percorso formativo, strutturato in maniera dicotomica, mira a delineare le “vertigini” dell’Era onlife, attraverso la trappola della rete e i fenomeni devianti agiti online – dal cyberbullismo all’hate speech e al body shaming, dal narcisismo digitale allo sharenting – che vedono, sempre più spesso, i minori al centro della narrazione, sia come vittime sia come carnefici. Gli atteggiamenti di odio nei confronti dell’Altro hanno trovato terreno fertile nella Rete, poiché in queste “piazze virtuali”, dove è possibile incontrarsi ma anche scontrarsi, si estremizzano dinamiche di prevaricazione e discriminazione. Non solo! Sui Social media si attiva la polarizzazione tra guardare ed essere guardato, voyeurismo ed esibizionismo: il WEB diventa palcoscenico mediatico, all’interno del quale la realtà viene sempre più spettacolarizzata, in balia della società dell’immagine e della vetrinizzazione sociale. Nella seconda parte, invece, in linea con l’acquisizione delle competenze digitali e di cittadinanza, si farà riferimento alle “virtù” del digitale e alla correlazione tra nuove tecnologie e apprendimento. Si proporranno, infatti, attività laboratoriali – volte alla progettazione didattica ed educativa di strumenti di prevenzione e contrasto al cyberbullismo e al linguaggio d’odio in Rete – nonché casi pratici afferenti alla Gamification e al Game based learning.

Maria Sammarro

Università Mediterranea di Reggio Calabria

Intelligenza Artificiale: navigare la rivoluzione didattica tra opportunità, strumenti Innovativi e responsabilità etica

L'Intelligenza Artificiale sta ridisegnando i confini dell'educazione, presentando opportunità senza precedenti ma anche sfide complesse. Questo momento di formazione è progettato per guidare i docenti attraverso la rivoluzione didattica in atto, rispondendo ai loro dubbi e incertezze, fornendo loro una rinnovata consapevolezza nell’uso di tali tecnologie. In un unico incontro intensivo, demistificheremo l'IA, esploreremo il potenziale degli strumenti generativi più innovativi per creare materiali su misura e individualizzare l'apprendimento. Affronteremo apertamente le questioni etiche cruciali – dalla privacy dei dati ai bias algoritmici, fino all'integrità accademica – fornendo strategie concrete per un'integrazione responsabile. L'obiettivo è dotare ogni partecipante di una cassetta degli attrezzi pratica e di una solida consapevolezza critica per navigare con sicurezza ed efficacia l'era dell'IA, allineandosi alle competenze chiave definite dai framework europei DigCompEdu e AIPIONEERS. I partecipanti diventeranno quindi protagonisti attivi di questa trasformazione ormai in atto.

Francesco Agrusti

Università degli Studi Roma Tre

L'Inglese come risorsa: competenze linguistiche e digitali per favorire la partecipazione civica nella Learning City

Il modulo mira a sviluppare competenze linguistiche e digitali come strumenti fondamentali per promuovere una cittadinanza attiva e inclusiva all'interno del framework della Learning City. In linea con i valori UNESCO sull'educazione plurilinguistica, il percorso affronta le criticità comunicative intergenerazionali e interculturali presenti nel tessuto urbano contemporaneo, proponendo l'inglese non come lingua egemonica, ma come "ponte comunicativo" che facilita l'incontro, lo scambio e la partecipazione civica. Attraverso un approccio teorico-pratico, i partecipanti esploreranno il legame tra lingua, identità e resilienza identitaria, analizzando come le competenze linguistiche possano abbattere le barriere comunicative e favorire l'inclusione sociale nella prospettiva della Learning City.

Il modulo si propone quindi di fornire ai partecipanti strumenti concreti per superare le barriere linguistiche e promuovere un approccio inclusivo all'insegnamento dell'inglese, valorizzando le competenze digitali come facilitatori di partecipazione civica. Al termine del percorso, i docenti avranno acquisito strategie e metodologie spendibili nei contesti educativi formali, non-formali e informali, per contribuire alla realizzazione di una Città Metropolitana più inclusiva, partecipata e orientata all'apprendimento continuo, in piena coerenza con gli obiettivi del progetto RC effic@cy .

Raffaella Leproni

Università degli Studi Roma Tre

Docenti universitari, amministratori locali ed esperti nazionali e internazionali saranno coinvolti in una attività di progettazione formativa glocale, fondata sui bisogni emersi a livello territoriale e attenta ai valori universali racchiusi nell’Agenda 2030 e richiamati nelle key features Unesco.

Nel successivo periodo marzo - aprile 2026 prenderà avvio la fase di sperimentazione didattica (corrispondente al WP4) da attuarsi presso gli istituti scolastici della Città metropolitana di Reggio Calabria. I docenti corsisti opereranno nei rispettivi istituti d’appartenenza, scegliendo di attivare percorsi formativi riservati ai propri colleghi o di sperimentare proposte didattiche condivise con studentesse e studenti.

Le loro progettazioni potranno riguardare:

· organizzazione di eventi pubblici (convegni, concorsi, conferenze, mostre);

· azioni di formazione con e per gli studenti.

Tale fase di sperimentazione permetterà di verificare le ricadute del progetto RC Effic@cy sia sui suoi destinatari diretti (docenti/ formatori) che su quelli indiretti (comunità scolastica e territoriale).

La scelta di assegnare il ruolo di esperti formatori ai docenti che avranno aderito al percorso proposto ha il fine di avviare un processo graduale di formazione a cascata, volto a dare vita a un modello autopropulsivo e sostenibile (oltre la durata del progetto) mediante il pieno coinvolgimento delle risorse umane, intellettuali, professionali e istituzionali connaturate al territorio, che saranno attivate nella fase di sperimentazione.

La documentazione per l’approfondimento dei moduli tematici e tutti i materiali prodotti nel corso della fase di sperimentazione educativo-didattica saranno depositati nella piattaforma dedicata http://vai.uniroma3.it/rclearningcity, per essere posti a disposizione di tutte le scuole della Città Metropolitana di Reggio Calabria.

Le buone pratiche sperimentate potranno essere divulgate anche tramite l’attività di internazionalizzazione prevista dal WP7 attraverso: scambi culturali internazionali con partenariati Erasmus+, cooperazione bilaterale con paesi extra-UE, workshop, seminari e convegni internazionali.

L’evento conclusivo dei WP3 e WP4, che si svolgerà nel mese di maggio 2026, sarà organizzato per dare piena visibilità agli esiti del complesso delle attività educative e didattiche realizzate nell’ambito del piano di formazione in servizio che rappresenta il cuore pulsante del progetto e che si fonda sulla letteratura esistente e sulle buone pratiche relative al concetto di cittadinanza attiva, life-long learning e learning cities contestualizzate nello scenario geografico culturale della Città metropolitana.

Ultime modifiche: mercoledì, 21 maggio 2025, 01:33